
Non me ne è mai fregato granchè della politica, tanto sono tutti ladri, chi più e chi meno.
Mi sembra interessante però confrontare le due campagne elettorali, sia a livello grafico che concettuale; premetto che ho lavorato recentemente in prima persona alla campagna di Biasotti, in particolare alla realizzazione del suo spot televisivo e in passato ho avuto modo di lavorare anche per Burlando.
La campagna di Biasotti: è incentrata prettamente sulla sua immagine: il prode condottiero stà per varcare il bisagno per riappropriarsi del suo regno.Il dado è tratto?
Una campagna basata sull'egocentrismo e su una frase che vuol dire "tutto e niente" può essere sufficiente per penetrare le menti degli elettori?
"Io ci sono e tu?""No"
"Dove?"
"Con chi, con te??"
"Ovvio che ci sono non son mica morto"
"E tu ci sei o ci fai?"
"Si ci sono, son qui, e dunque?"
Questa è una serie di risposte stupide ad una domanda stupida.
Normalmente un responsabile marketing esperto sa bene che non è costruttivo porre al pubblico una domanda chiusa; una domanda la cui risposta può essere "si" o "no" è una pessima scelta; una domanda del genere, dove si gioca (male) con il principio della cancellazione, rendendola ambigua, ritengo che sia una scelta quasi campata in aria.
La gente non è stupida a tal punto, non si fa abbindolare così facilmente, con uno slogan che vuol dire tutto e niente, ma soprattutto niente.
Non stiamo pubblicizzando un caffè, stiamo parlando della vita delle persone e del loro territorio, del loro futuro e del futuro dei loro figli.
In ultimo abbiamo assistito all'esasperazione dell'egocentrismo del candidato negli ultimi cartelloni apparsi: troviamo la gente alle sue spalle, quella stessa gente alla quale si professa vicino, abbassata di opacità al limite della visibilità e pure sfocata, con lui che si staglia eroico, ritagliato per benino.Bah.
Come dire che la gente non conta niente e tutta l' importanza viene data al politico.
Mi ripeto: bah!
La campagna di Burlando: che dire, a livello grafico quando ho visto quei fontoni rossi con outline bianco, personalmente, non sapevo se ridere o se piangere; orribilmente impaginati con foto orribli; peggio non si poteva fare di sicuro.
Eric Gill si rivolterebbe nella tomba.
MA, c'è un "ma": andado oltre questo muro di bruttezza possiamo notare come questo candidato non abbia puntato prettamente sulla sua immagine ma abbia provato a mettersi nei panni degli elettori, della povera gente, della gente che ha bisogno di qualcuno che faccia qualcosa di concreto per loro, provocando un minimo di empatia; non si sa se Burlando farà veramente qualcosa per loro, ma di certo dà l'idea di essere vicino alla gente; la sua foto è piccola, non si trova sui tutti i cartelloni, si dà spazio nelle grafiche alla voce dei cittadini e questa mi pare una buona idea a livello di marketing e sul piano umano.
Ma una buona idea può passare attraverso una brutta grafica? Mah, forse si, forse no, forse in parte; probabilmente poteva passare molto meglio.
Queste sono le mie opinioni sulle due campagne, basate sulle mie competenze tecniche e sul mio gusto personale, spero che altri possano aggiungere elementi interessanti a questa discussione.